Approfondimento
Responsabilità medica: cos'è e come tutelarsi
Si parla di responsabilità medica (o responsabilità sanitaria) quando un paziente subisce un danno riconducibile alla condotta di una struttura sanitaria o di un professionista: un errore diagnostico, un intervento eseguito in modo non corretto, un ritardo nel trattamento o un'infezione contratta in ospedale possono, in presenza di determinati presupposti, dar luogo a un risarcimento.
In Italia la materia è disciplinata dalla legge 24/2017, nota come legge Gelli-Bianco, che ha ridisegnato i confini della responsabilità civile e penale in ambito sanitario, con l'obiettivo di tutelare sia i pazienti sia la sicurezza delle cure.
Il quadro della legge Gelli-Bianco
La legge 24/2017 distingue in modo netto la posizione della struttura sanitaria da quella del singolo professionista e introduce regole specifiche su assicurazioni obbligatorie, consenso informato e linee guida. Questi sono gli elementi essenziali:
La responsabilità della struttura sanitaria
Secondo l'art. 7 della legge 24/2017, la struttura sanitaria risponde a titolo contrattuale (art. 1218 codice civile) dell'operato dei propri professionisti. In questo caso il termine ordinario di prescrizione è di dieci anni.
La responsabilità del professionista
Il professionista sanitario risponde in via generale a titolo extracontrattuale (art. 2043 codice civile), salvo che l'incarico sia stato conferito direttamente dal paziente. Il termine di prescrizione extracontrattuale è di cinque anni.
Consenso informato e linee guida
La legge 24/2017 rafforza il ruolo del consenso informato e richiama le linee guida elaborate dalle società scientifiche, rilevanti nella valutazione della condotta del professionista.
Perché i tempi contano
I termini per agire dipendono dalla natura della responsabilità e dalle caratteristiche del caso. Sottoporre tempestivamente la vicenda a un esame consente di valutarla nel concreto prima che maturino decadenze o prescrizioni.
Quando un danno può essere risarcibile
Non ogni esito negativo di una cura costituisce un caso di malasanità. Perché possa configurarsi una responsabilità occorre valutare, tra gli altri elementi, la condotta tenuta dalla struttura o dal professionista, il nesso tra tale condotta e il danno subito e la documentazione sanitaria disponibile. È un esame che richiede competenze giuridiche e medico-legali e che va condotto sul singolo caso.
Lo Studio Legale Leanza si occupa della valutazione e della gestione di casi di responsabilità sanitaria sull'intero territorio nazionale: raccontare la vicenda è il primo passo per capire se esistano i presupposti per una richiesta di risarcimento.
Pensi di aver subito un danno per un errore medico?
Racconta agli Avvocati dello Studio Legale Leanza la vicenda: ogni situazione viene esaminata individualmente, anche con il supporto di professionisti medico-legali.